Pinguini Tattici Nucleari, chi sono e perché?

Hanno fatto della serietà il principale nemico da combattere. Cantano di Pokemon, Castagne, improbabili mercoledì pomeriggio sugli sci, dei marò – tra l’altro che fine hanno fatto? – e di tante altre cose totalmente inconciliabili tra loro, con un piglio ironico e pungente che a volte trascende il demenziale. Sembrano degli sprovveduti, ma nella loro spontanea onestà si intravede un progetto preciso: quello di fare musica, farne tanta e farla bene. Sono i Pinguini Tattici Nucleari.

I Pinguini Tattici nucleari nascono intorno al 2010 nella ridente provincia di Bergamo, mentre frequentano ancora le scuole superiori. Il nome, come molti di voi sapranno già, deriva da una birra scozzese tra le più alcoliche del mondo, 32°. Probabilmente durante la scelta del nome non immaginavano nemmeno che un giorno sarebbero arrivati dove sono ora.

Fanno parte dell’amplissimo panorama indie che, come ci tengono a sottolineare, è un circuito musicale, non un genere. Finora, all’interno di questo ambiente, hanno aperto concerti a vari gruppi di spessore come Brunori Sas al Supernova di Genova nell’aprile 2017, i Gazebo Penguins e i Fast Animals and Slow Kids al Filo Sound Festival e hanno date in programma fino al 9 settembre quando suoneranno al Rokkereto Festival (Modena).

Hanno all’attivo un Ep, Cartoni Animali, da cui è tratta una canzone ironica e allo stesso tempo impegnata come “Il paradiso degli orsi gay”, e due album: Il re è nudo del 2014 e Diamo un calcio all’aldilà del 2015.

Nel 2017, mentre fiorivano le viole, i Pinguini Tattici Nucleari lanciavano sul mercato il loro terzo album: Gioventù Brucata. La copertina del nuovo cd è disegnata dal fumettista Labadessa, anche lui stella nascente nel panorama italiano, ma in questo caso dell’illustrazione.

L’album prosegue sull’onda dei primi due: la musica dei PTN è un coacervo di influenze metal, ballate folk, ritornelli pop e riff potentemente rock passando dal reggae e l’elettronica. Insomma, definire un vero e proprio genere per la loro musica è piuttosto complesso. Possiamo di certo dire che nelle canzoni, sopra e sotto il palco, non amano prendersi sul serio.

Molte canzoni sembrano racconti autobiografici, mescolati a prese di posizione sull’attualità sociale, (Italia Italia), politica (Cancelleria), ideologica (Gioventù brucata). Insomma raccontano un po’ tutto e un po’ niente con ironia, disinvoltura, spessore e cazzeggio.

Fino a poco tempo fa bazzicavano tra le feste della birra e i pub sovraffollati della provincia lombarda, ma dopo l’esplosione virale di Me Want Marò Back, e soprattutto con l’uscita dell’ultimo album, i PTN hanno cominciato a girare in lungo e in largo lo stivale; e ed uscirne anche, con la partecipazione allo Sziget Festival di Budapest per l’edizione 2017.

Se avrete modo di vederli dal vivo sappiate che sono esteticamente ripugnanti (cit.), potrebbero stordirvi di ca**ate, ma vi faranno innamorare di loro.

Ah giusto, non ve li abbiamo presentati! I PTN sono: Riccardo Rick Zanotti – voce; Lorenzo Paso Pasini – chitarra; Nicola Buttafuoco – chitarra; Simone Pagani – basso; Matteo Locati – Batteria; Elio Biffi – tastiera e fisarmonica.

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