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L’album del giorno. Priscilla Bei: Facciamo finta che sia andato tutto bene

Ha visto la luce il 2 febbraio l’album d’esordio della cantautrice romana Priscilla Bei per l’etichetta Lapidarie Incisioni. Un intelligente mix di pop, jazz, elettronica e sperimentazioni vocali.

Priscilla Bei è una cantautrice romana, attiva dal 2013. Nel 2015 pubblica il suo primo ep Una storia vera in cui prevalgono le sonorità acustiche e la ricerca melodica. Nel suo album d’esordio dal lapidario titolo Facciamo finta che sia andato tutto bene, Priscilla ci porta in un viaggio fatto di sperimentazioni musicali e vocali. All’interno dell’album si notano le influenze jazz  soprattutto nel brano d’apertura Caos cantato insieme a Valentina Polinori. Le contaminazioni però non finiscono qua, nel secondo brano, Ivano, si trovano accenni soul e di cantato rap. L’album è costellato di accenni sperimentali elettronici, deisi ma mai troppo invasivi. Si continua e nel brano Doveva succedere la base musicale della drum machine crea questa volta  un perfetto duetto con il sassofono di Marco Colonna e con la voce di Lucio Leoni. Tra le dieci tracce che compongono questo interessante lavoro d’esordio, si contano poi diverse sfaccettature. Cose Serie che si avvale di una voce al limiti dell’elettrico sfumando poi alle sonorità di una voce molto morbida, pur cantando di momenti spigolosi. Faccio a Meno, che arriva subito dopo in traccia, tira il freno sulla base che rimane delicata lasciando molto spazio al canto melodioso di Priscilla.  Si punta da arrivare a Livorno, Deserto passando per la Perfezione, che anche in questo caso si avvale di semplicità musicale che non fa che valorizzare Priscilla, mentre canta di cose quotidiane come la distruzione della perfezione. La tappa finale del viaggio di Facciamo finta che vada tutto bene è L’autostrada, che per la prima volta fa spuntare un parallelismo che evoca, anche se debolmente, la potente voce de La Rappresentante di Lista rivisitata in nuova veste

Facciamo finta che sia andato tutto bene è un album variegato e complesso, ma nonostante ciò di facile ascolto. Il titolo, solo all’apparenza cinico, è un invito a non fossilizzarsi sulle proprie aspettative. “Forse dovremmo imparare ad accettare di somigliare a mia madre”, come canta Priscilla nel brano Keplero, è una visione cinica ma anche ironica della realtà. Un brano sinmbolico che è anche il primo singolo e video estratto dall’album di Priscilla Bei. Come racconta la stessa Priscilla: “Questo disco nasce da una sfida portata a termine grazie alla collaborazione e all’impegno di chi ha preso parte al gioco. Sono grata all’apertura e alla voglia di imparare che ho avuto, al coraggio di “lasciare andare” le mie canzoni che, come figli, sono partite alla ricerca di loro stesse. […] “Facciamo finta che sia andato tutto bene” è un disco maturato in un arco di tempo significativo, perchè è stato un esperimento di co-produzione vera e propria.

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