España Circo Este: i più folli dottori in Scienze della Maleducazione

Si definiscono nerd, ma anche un po’ operai della musica. Visti dall’esterno sono dei rivoluzionari, e anche  un po’ pazzi. Il punto d’incontro di tutte le definizioni è nella grande energia che riescono ogni volta a costruire e trasmettere durante i concerti, nota dopo nota. Gli España Circo Este sono una della band italiane più curiose del loro genere. Già, ma qual’è questo genere? Come categoria musicale si potrebbe definire un tango punk, all’interno del quale però sono confluite tantissime influenze.

Incastrarli in una definizione non è facile, e soprattutto non è nemmeno divertente. Loro invece lo sono, e molto. La storia di questa band inizia nel 2013, quando registrano “Il bucatesta”. L’Ep, destinato a lanciarli in giro per l’Italia e nel giro di poco tempo anche in Europa, è una canzone nella quale si intuisce già come saranno gli España “da grandi”. Ritmo incalzante, voce forte e testi indelebili.

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La prima canzone è una di quelle che ascolti e non scordi più, che balli anche da solo alla fermata del bus, che balli con chi non conosci ai concerti. La formula del loro successo non si sa, e loro si scherniscono anche davanti alle parole “di successo”. In fondo sono degli allegri amatori rivoluzionari, che hanno fatto dell’amore la loro bandiera, senza troppe preoccupazioni. “Il bucatesta” riesce a fare breccia in fretta, conquistando progressivamente un pubblico sempre più allargato, e al contempo l’appoggio di diversi artisti di fama internazionale, Manu Chao e Shaggy per fare solo un esempio. La spinta continua con il primo album, ancora ramingo e senza etichetta. “La revoluciòn del amor” è il loro manifesto rivoluzionario: è sempre l’amore l’energia motrice delle 11 tracce edite nel 2014. Emergono nelle parole di “Margherita mia”, “A fuoco lento” e “Quelli del bau bau” gli elementi che ci fanno amare questo strambo quartetto.

Il tour cresce e con le date anche la gente che li ama: l’album infatti esce dai confini nazionali per essere distribuito anche in Olanda e Germania. Segue un secondo album, uscito a inizio 2017, con il quale Gli España Circo Este scelgono di entrare nella grande famiglia Garricha Dischi. Con “Scienze della maleducazione” non si smorzano i toni del gruppo tango punk. Nelle dieci tracce resta tutta la loro inconfondibile energia, ma le loro lezioni di amore rivoluzionario sono cantate con più forza. “Lo stomaco e il bullone”, “Dammi un beso”, “Santa Maria”.

Il loro messaggio è irresistibile: l’amore è fatto di difetti, che emergono e ci colpiscono quando qualcuno ci fa battere el corazòn. Ecco cosa mancava all’inizio, nella lista delle loro caratteristiche: gli España sono dei romantici sognatori con i piedi per terra, che amano l’amore imperfetto, che credono ancora nella bellezza e che sì, vogliono fare la rivoluzione. Gli España Circo Este cantano quello che sogniamo anche noi, ragion per cui diventano i nostri rivoluzionari ideali. Qualcuno ha urlato nei cortei, ha fatto un viaggio folle per amore, ha cantato e ballato con sconosciuti, ha guardato le stelle. Qualcuno ha smesso, loro no.

Nei loro live si ripetono ancora più potenti tutte le unicità che caratterizzano il disco. E quando salgono sul palco, rendono divertenti anche i problemi tecnici, fanno cantare e ballare anche coppie di settantenni innamorati (l’abbiamo visto con i nostri occhi), ci fanno cantare e urlare. In barba a tutti i costrutti, sono capaci di creare un’energia fortissima in un concerto con poche o con tantissime persone accalcate a ballare. Laureati in “Scienze della Maleducazione”, i tango punkettoni ci educano a vedere in mondo con occhi nuovi, con un sorriso perenne e con un la predisposizione alle cose belle che possono capitarci sul cammino. Come la loro formazione, che nei quattro anni di vita è cambiata e ha visto nuovi arrivi. Nuove mani al violino e alla fisarmonica, con tutta la freschezza dei 21 anni seri e divertenti allo stesso tempo, le nuovi mani al basso. Ma la nuova formazione non tradisce così come le nuove canzoni.

Abbiamo incontrato Marcelo, Jimmy, Ponz e Matteo sui tavoloni di una festa irlandese. Sotto i quadrifogli e le bandiere irlandesi, il gruppo ci fa ridere in una chiacchierata splendidamente a briglie sciolte prima di salire sul palco. Tutti hanno ballato, tutti hanno cantato, e loro sono risaliti sul loro furgoncino diretti alle nuove date del tour. La prossima destinazione è la Germania, ma ci hanno promesso di tornare in Italia e di presentarsi anche in tanti appuntamenti estivi.

L’intervista al gruppo andrà in onda il 22 marzo 2017 alle 19.00 su Radiocafoscari.it per la nostra rubrica. Dal 23 marzo sarà disponibile in poadcast.

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