Acetato e naftalina: quando il vintage si chiama “Avanzi di balera”

Normalmente alla frase “Andiamo a ballare?” un brivido percorre la mia spina dorsale. Ballare si, figo, ma il problema è dove e soprattutto, cosa. L’idea di una nottata a ballare quel rigoglioso filone “tunz-tunz” non mi alletta, ma decido di approfondire. Andare a ballare, dopotutto, può significare molte cose. Ad esempio da qualche anno si può dire anche “Avanzi di balera”; una serata adatta a tutti, ma soprattutto a chi è un po’ matto. Dopotutto lo diceva Lucio che “l’impresa ecczionale dammi retta è essere normale“.

Ho sentito per la prima volta questa serata quando ancora vivevo a Torino, città notoriamente famosa per l’ampia, ampissima offerta. Dalle serate rock, al trash all’house, hip hop e tutti i generi discendenti. Avanzi di balera però già dall’inizio prometteva bene, e non ha deluso mai le aspettative. Almeno le mie e quelle di 11.000 persone che seguono le avventure della carovana trash. La descrizione della serata già da se spazza via ogni dubbio:

Se non sei riuscito a venire la volta scorsa fatti raccontare da chi c’èra. Se i rituali di corteggiamento nei night club moderni ti stancano mentre l’idea di un lento, cheek to cheek, ti stringe il cuore. Se il ballo di coppia è sempre stato il tuo forte e vai pazzo per quella musica nostalgica fatta di fisarmoniche. Se il tuo vestito buono riposa incelofanato nell’armadio dall’ultimo matrimonio a cui sei stato invitato. Se non ti fai una messa in piega dal battesimo del figlio di tua sorella. Se sei un dritto, un duro, un uomo dal whisky facile. Se sei un pupa, una bambola e i tacchi ti slanciano. Se alla frase “Ricchi premi e cottilon” i tuoi occhi si illuminano. Torna alle origini, torna alla sala da ballo. Avanzi di balera, la prima serata che piacerebbe anche a tua nonna. Avanzi di balera, la prima serata al sapore muffa, sudore e luci al neon. Avanzi di balera, e poi non dire che non trovi il fidanzato!

Ora, ammettiamolo, chi ha scritto questa presentazione ha creato delle aspettative altissime. Gli amanti di tutto quello che si considera alternativo si tuffano a bomba e sguazzano in una spiegazione del genere. E la cosa bella, è che è decisamente la verità. Avanzi di balera è una serata per tutti, ma soprattutto da persone accomunate dalla voglia di una serata “fuori dagli schemi”. Per farvi un idea: avete presente quelle canzoni che si mettono a fine serata, quando rimangono sono quelli alterati da ettolitri di alcool e persone che non si preoccupano di ballare in maniera sconsiderata musica di dubbia qualità? Ecco, ad Avanzi di balera quello non è il fine serata-svuotapista. Quella è la musica che suonerà tutta la notte. Dopo il lancio torinese il successo di quella serata è esploso ed è stata esportata in altre città. L’ultima volta che ho avuto il piacere di ballare sconsideratamente i Queen, seguiti da gli Aqua e poi Loredana Bertè è stato al Locomotiv, Bologna. In un posto già di per se dedito ad offrire serate di livello i muri bordeaux e le luci basse hanno fatto il resto. L’aria era impregnata di trash e sudore, e soprattutto da facce divertite. E divertenti. A dire il vero la questione paillette, neon & co. non ha poi così tanto seguito, ma l’abito non fa il trash.

Le “serate di musica (im)popolare” sono state ideate da un’associazione torinese che organizza tra le altre cose il premio “Sotto il cielo di Fred“, che ha selezionato e premiato delle promesse musicali meravigliose. Una tra tutti la band che ci ha estrapolato a forza il cuore, gli Eugenio in Via di Gioia, ma anche Lo Stato Sociale e Jang Senato. Gente che sa divertirsi insomma, ma proprio per bene. Vai, così avrai qualcosa da raccontare a tua nonna la domenica a pranzo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *