Ultimo giorno a Casa: “Home I God!”, che bello questo festival!

#There’s No Place Like Home è lo slogan che identifica l’evento di chiusura della stagione estiva. Si è chiusa domenica l’ottava edizione di Home Festival a Treviso, ormai consacrato tra i più importanti in Italia e in Europa.

Dal 30 agosto al 4 settembre più di sessantamila persone hanno varcato la porta di casa. Un’entrata che si apriva su un’area sempre più ricca di musica e attività. L’area dell’ex dogana, pur essendo uno spazio urbano normalmente poco affascinante, nei 5 giorni di festival si trasforma in un grande paese dei balocchi. Uno spazio grande, non enorme, ma soprattutto ben organizzato per contenere 9 palchi, tantissimi stand, un piccolo luna park, una gru per il bungee jumping e tanto altro ancora. Il tema principale dei 5 giorni rimane la musica di qualità con grandi star internazionali quali: Duran Duran, Moderat, Steve Angello, The Charlatans, The LIbertines, Frank Carter & The Rattlesnakes, Mannarino, J.Ax & Fedez, The Bloody Beetroots e tantissimi altri. Ma di questo vi racconteremo dopo, e ve lo faremo vedere con le nostre foto (basta scendere, giù, giù fino alla fine di questo nostro racconto); ora vorremmo spiegarvi cosa si prova entrando a casa.

In ogni angolo dell’ex dogana è possibile scovare attività da fare, conoscere nuove persone e conquistare dei gadgets. La cosa bella è che ti premiano per divertirti. Nell’attesa dei Duran Duran abbiamo partecipato ad un match a 8 a calcio balilla, perdendo miseramente, ma facendoci nuovi amici e portando a casa gli sgargianti occhiali da sole arancione di Aperol. Ci siamo imbattuti anche nel gioco della Control dove abbiamo testato le nostre abilità in cambio di una scorta di preservativi e uno zainetto. Armati dei nostri nuovi, coloratissimi gadget abbiamo proseguito l’esplorazione dell’Home tra veneri di stracci e lo skate park. Il viaggio prosegue di stanza in stanza attraverso ambienti diversi, dai più tranquilli ai più esagitati. La giornata passa rapida vista la gran quantità di cose da fare e da vedere. Si entra infatti con la luce del pomeriggio rimanendo fino alle prime luci dell’alba – o quasi. Noi almeno abbiamo fatto così, senza farci spaventare dalle condizioni meteorologiche. “Che ce frega della pioggia noi c’abbiamo il tendone” cantavamo mentre ci accingevamo ad ascoltare i Pop_X nel Sun 68 Circus Stage.

La forza del festival resta comunque la musica. Carta vincente è l’incredibile mescolanza di generi musicali che vanno dal pop anni ’80 dei Duran Duran, al Rap di J.Ax & Fedez, passando per l’elettronica dei Moderat e il punk dei Frank Carter & The Rattlesnakes. La grande prerogativa della line-up di Home è sicuramente di saper coniugare grandi headlinder internazionali con band più di nicchia, che difficilmente avremmo conosciuto in altri contesti. Un esempio delle ottime scoperte sono stati i britannici Slydigs del quali non abbiamo potuto che acquistare il cd autografato, gli Wrongonyou che ci han fatto saltare, gli irriverenti Deluded by Lesbians, French 79, Birthh, Godblesscomputers. L’area del Festival conta 4 palchi principali: il Clipper Main Stage, l’Isko Tent Stage, il Sun68 Circus Stage e l’Home **ck Bar Stage. Altri 3 palchi minori: Pittarello Club, Heineken e Jack Daniel’s Stage. Insomma, erano davvero tantissimi i luoghi da scoprire.

Il primo giorno è in realtà il Day 0: mercoledì 30 agosto abbiamo assistito ad un “aperitivo di festival” con The Bastard Sons of Dioniso, Rumatera e Max Gazzè sul main stage, Omar Pedrini e Los Massadores nel Sun68 stage e altri artisti. Il tutto ad ingresso gratuito, per prepararsi al meglio al pienissimo week end.

Il festival entra nel vivo giovedì 31 agosto: Day 1. Vagando tra i vari palchi fin dalle 18 ascoltiamo musica di vario genere in attesa, alle 19.30, dei The Horrors sul main stage, con il loro improbabile e “disprezzabile” look.  Un ottimo esempio di garage rock britannico. Il tempo di scoprire e adorare il rock degli Slydigs ed ecco che sul main stage iniziano i Duran Duran, carichi ed energici nonostante non possano essere definiti una band di primo pelo. La band ha offerto un concerto molto coreografico e intenso. Giusto il tempo di ascoltare alcuni pezzi del primo concerto con formazione musicale di Godbelsscomputers, che veniamo attirati dal pogo per le note della miglior band punk in circolazione: Frank Carter & the Rattlesnakes. Nello stesso momento all’Isko Tent Stage fanno strage di cuori i Soulwax con la loro acid house elettronica. A nostro avviso il miglior concerto della serata arriva alle 23.15 quando salgono sul palco i The Bloody Beetroots Live. L’energia scatenata è immensa. Poi è il turno di una delle band più attese della serata, soprattutto dato l’annunciato scioglimento del trio a fine tour: i Moderat. Inizia a piovigginare, ma non ci facciamo abbattere; ci ripariamo al circus ascoltando i Pop_X che però, forse a causa dell’uso di droghe psicotrope di cui si fanno promotori, non sono al massimo e propongono uno spettacolo deludente. Poco male, inforchiamo il nostro fedele mezzo e rientriamo, nell’attesa della seconda giornata. 

La data di venerdì 1 settembre, con nostro grande dispiacere, è saltata completamente a causa del maltempo della notte precedente, provocando grande delusione tra i fan di Liam Gallagher. Le polemiche scaturite per la cancellazione della giornata sono state molto forti, e a nostro parere ingiustificate: infatti i primi a perderci son senz’altro gli organizzatori, costretti a cancellare una data quasi sold out. L’annuncio è dato in mattinata, assieme alla comunicazione attraverso tutti i media delle modalità di rimborso. Resta ovviamente l’amaro in bocca per chi si trovava già nel campeggio e aveva l’abbonamento per i 4 giorni, e per chi era già in viaggio per Treviso, come noi. Si poteva gestire diversamente? Forse sì, ma quando si ha a che fare con la sicurezza di migliaia di persone non ci si può permettere di essere superficiali. Il fondatore del Festival Amedeo Lombardi ha provato a rassicurare i fan. In una lettera al termine del festival scrive: “a tutti gli Homies che ci hanno riempito il cuore in questi giorni dico: dopo la pioggia arriva l’arcobaleno. Abbiamo perso qualche live da sogno per la data annullata? Vi garantisco che stiamo lavorando per recuperare a breve, magari con un secret show a Treviso.”

Il Day 3, sabato 2 settembre, si riparte puntando tutto sulla musica di tendenza in Italia, apprezzata soprattutto dai giovanissimi. Moltissimo rap: Sfera Ebbasta, Mudimbi, Lowlow, J-Ax & Fedez; la giovanissima, onnipresente Birthh, gli Ex-Otago sulla cresta dell’onda, i tredicenni Minis e tanti altri. Da segnalare senz’altro l’inarrestabile tendenza dei Thegiornalisti, che per la famosissima Riccione hanno riesumato e portato sul palco un’icona trash come Jerry Calà. A chiudere sul main stage l’house in tutte le sue sfaccettature di Steve Angello.

Ultimo giorno: il day 4. Nonostante l’intensità dei primi giorni il livello di energia della data finale non è da meno. Il cielo plumbeo e le previsioni meteo avverse non ci impediscono di passare quest’ultima giornata a casa. Probabilmente il clima ha influito molto sulla presenza di pubblico decisamente inferiore rispetto agli altri giorni. Anche alcuni stand sono dovuti correre ai ripari, offrendo meno attrazioni rispetto ai giorni precedenti e limitando, purtroppo, le possibilità di divertimento. La qualità dei live della giornata però, fa dimenticare ogni disguido. La domenica inizia con il lancio di colori dell’onnipresente Holi, capace di trasformare gli homies in personaggi psichedelici, colorati e sorridenti. Il main stage apre alle 16.30 con il concerto di Ghali nel pomeriggio, seguito da Marracash e Gue Pequeño, mentre nell’Isko cantavano i Boomdabsh. Questa prima parte, lo ammettiamo, forse si adattava di più alla programmazione della giornata precedente, ma la perplessità è durata poco. Nel frattempo abbiamo virato verso il Sun68 scoprendo gli italianissimi e spettacolari Wrongonyou, e sotto lo stesso tendone French 79, che ci ha fatto ballare scordando la pioggia che si abbatteva all’esterno. Fortunatamente il maltempo ci ha graziato giusto il tempo di seguire il live del cantautore romano Mannarino, che sta portando in giro il suo ultimo lavoro, già disco d’oro, Apriti Cielo. Coincidenze? Il concerto è filato liscio, offrendo a noi e a tutti gli altri homies una passeggiata tra nuovi brani e pezzi di repertorio, sottolineati dalla bandiera svolazzante e da intermezzi narrativi.

Alle 21 sul palco principale è il turno dei London Grammar, trio di elettronica britannica che non ci ha conquistato per la performance live, ragion per cui ci siamo diretti all’Home **ck stage a scoprire i Deluded by Lesbians, una piccola e divertente sorpresa di demenzialità e divertimento. Vedevamo già all’orizzonte la fine del festival,  quando la tristezza è stata spazzata via dai entusiasmanti live di due band storiche nel panorama rock mondiale: The Charlatans e The Libertines. La serata si è conclusa con il live di una delle band rock italiane più amate: gli Afterhours, che non hanno tradito le aspettative dei fans.

Se dovessimo dare un nome al sentimento principale che ha attraversato il festival sarebbe entusiasmo. Come ogni bellissimo ritorno a casa però, ci sono anche dei punti di debolezza, che possono essere migliorati per gli anni a venire. Il costo del biglietto, vista l’offerta del festival, è basso, ma i costi di cibo e bevande all’interno potrebbero essere a nostro avviso più accessibili a tutti, soprattutto dato che nulla si può portare dall’esterno. Altra cosa da segnalare e che ci ha messi in difficoltà è stato l’impeto di alcuni addetti alla sicurezza. La volontà di rendere sicuro il festival, presentato come uno dei suoi punti di forza, è stato alle volte controproducente. Abbiamo assistito a “placcaggi” abbastanza violenti da parte della security durante i poghi, o una immotivata aggressività nei controlli. Pur essendo, appunto, votata a rendere il festival più sicuro, questa gestione ha sortito l’effetto di smorzare alle volte l’entusiasmo di un luogo che, di per se, viene vissuto come divertente. Ma, siamo sinceri, delle piccole pecche si ritrovano in ogni “casa”, e non sarà questo a farci volere meno bene a Home Festival. Ci prepariamo anzi già alla prossima edizione: per il 2018 le date sono state annunciate subito dopo la chiusura. Appuntamento al 29 agosto del prossimo anno, nel frattempo, vi lasciamo con le nostre foto!

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